COMUNICATO STAMPA

Il convegno delle aziende sementiere aderenti al Gruppo Orto wic di Assosementi coinvolge gli operatori della filiera nell’obiettivo della Road to quality, la strada verso la qualità

Ai colleghi giornalisti

Sintesi dell’incontro del giorno 21 maggio “Le produzioni orticole di qualità in Sicilia”

Tutto ha inizio dal seme. Da qui parte il ragionamento delle aziende sementiere aderenti al Gruppo Orto wic (working integrated companies) di ASSOSEMENTI, l’Associazione nazionale che raggruppa la maggior parte delle aziende sementiere operanti sul territorio italiano di seme.
E il ragionamento è stato ripreso da Alessio Pigozzi, coordinatore del Gruppo, durante il convegno “Le produzioni orticole di qualità in Sicilia” organizzato insieme a Fiera Emaia venerdì pomeriggio nell’ambito di AGREM. Un tema importante, se si considera che in Italia il valore del mercato delle sementi ortive per il commercio all'ingrosso è di circa 180 milioni di euro.
Il seme di qualità è dunque il punto di avvio della filiera vegetale, indispensabile per ottenere un prodotto ad alto valore aggiunto.

 

Consapevole di ciò, il Gruppo Orto wic di Assosementi si impegna per mantenere costante nel tempo l’offerta all’intera filiera, e quindi anche al consumatore, di prodotti di elevata qualità, frutto di impegnativi programmi di ricerca genetica. Per fare ciò, persegue e promuove la rintracciabilità delle varietà dal lotto di seme utilizzato fino a giungere al prodotto offerto al consumatore, lavorando accanto a tutti gli operatori della filiera, dai vivaisti, ai produttori, dagli enti certificatori alla GDO - Grande Distribuzione Organizzata - e ai loro uffici di qualità.

 

“Il Gruppo Orto wic – ha continuato Pigozzi – intende combattere ogni forma di riproduzione illegale di seme o di piante per difendere e valorizzare le produzioni legali di qualità, adottando per questo anche un codice di condotta ES, e mettendo in atto tutte le iniziative necessarie a garantire la tutela dei materiali vegetali impiegati”. Illustrando le attività divulgative in programma per il 2010, Pigozzi ha auspicato di percorrere insieme la “Road to quality”, la strada della qualità per difendere il prestigio dei produttori siciliani.

 

Il dottor Davino dell'Università di Palermo ha invece descritto le principali emergenze virali delle colture orticole in Sicilia: come il virus del mosaico del pepino, il virus dell'accartocciamento fogliare giallo del pomodoro e i Picornavirus che causano gravi danni su pomodoro. Purtroppo le virosi non possono essere controllate tramite l'impiego di fitofarmaci ma solo grazie alle buone pratiche colturali, la prevenzione e l'utilizzo di materiale resistente, sano e certificato, evitando la diffusione di talee costituite illegalmente.

 

In coda a questa relazione, il dottor Antonio Colombo dell'Osservatorio Malattie delle Piante di Acireale ha aggiornato i presenti sulle recenti strategie di difesa integrata (mezzi meccanici, biotecnici, chimici) messe a punto per il controllo della Tuta absoluta che da novembre 2008 colpisce le piante di pomodoro e melanzana coltivate in Sicilia.

 

Rodolfo Occhipinti di Sata srl, che si occupa di controlli su tutta la filiera ortofrutticola, ha illustrato le esigenze della GDO - Grande Distribuzione Organizzata - per quanto riguarda i requisiti tecnici e qualitativi nei confronti del pomodoro. Nonostante le problematiche e le criticità contingenti, il prodotto siciliano risulta concorrenziale sia nei confronti dei competitors europei che del bacino mediterraneo, anche se – sottolinea Occhipinti – occorre migliorare su alcuni versanti, quali l'agrotecnica, l'organizzazione della produzione e l'informazione.

 

Le conclusioni sono state affidate a Giuseppe Sammito, direttore del Centro Seia di Vittoria e moderatore dell'incontro: ha espresso la necessità di un progetto condiviso per lo sviluppo delle produzioni orticole di questo territorio.
“Un progetto, un’idea che dovrebbe fondarsi sull’associazione territorio attraente / prodotto di qualità e quindi un territorio di qualità capace di produrre qualità e riconosciuto come tale da GDO, mercati e consumatori europei. Come affrontare la competizione esercitata dalla Spagna e da Paesi emergenti come Tunisia, Marocco, Turchia? Non certo sulla quantità- ha detto Sammito -. Forse nemmeno esclusivamente sulla organizzazione. La Sicilia possiede flessibilità, introduce con velocità innovazione, offre produzioni che si contraddistinguono per gusto, sanità, sicurezza.
“Allora dovrebbe essere questo l’approccio – ha concluso il direttore del Centro Seia di Vittoria – condivisibile da tanti ma non ancora da tutti. A Vittoria, in provincia di Ragusa e in Sicilia, scienza, conoscenza, capacità produttive e di innovazione esistono e possono essere le leve giuste”.

 

Raffaella Quadretti - Giada Drocker
Ufficio Stampa Fiera Emaia
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