COMUNICATO STAMPA

Finanziamenti per le imprese agricole, scelta ed acquisto di macchine ed attrezzature agricole.

Ai colleghi giornalisti

Sintesi del convegno del 22 maggio alle ore 10,00

Sandro Liberatori, direttore Enama, ha aperto i lavori del convegno. “Enama è la casa al cui interno risiede la filiera della meccanizzazione agricola – ha esordito Liberatori -. Ci sono gli utilizzatori delle macchine, chi è sul campo ad affrontare quotidianamente i problemi, il mondo del contoterzismo, operatori dalla grande professionalità, rappresentati da Unima. Il presidente, Aproniano Tassinari è presente; poi c’è il mondo del commercio, del concessionario che fa da tramite tra industria ed agromeccanico, Unacma con la presenza del presidente Guglielmo Carlini. L’intento è di dare un messaggio importante come il decreto sulla rottamazione anche se è un piccolo messaggio e di parlare di problematiche che possano trovare una soluzione ed uno sbocco”.

 

Giampaolo Schillaci, Ordinario di Meccanica all’Università di Catania, ha presentato le caratteristiche aziendali e le dotazioni di mezzi tecnici nel distretto orticolo del Sud-Est. “E’una importante realtà, quella del Distretto, le imprese vanno crescendo in un territorio definito si scorre da Siracusa a Caltanissetta con colture e caratteristiche diverse. Il distretto produttivo ha molti obiettivi: innovazione; contenimento dei costi di produzione; valorizzare le produzioni che il distretto enfatizza; sicurezza degli alimenti e sicurezza ambientale nella ricerca di qualità ambientale anche nello spazio urbano. In questo contesto il territorio ibleo è un vero e proprio laboratorio dalla zootecnia alla nuova viticoltura, sperimentazione e qualità per un’area che gode di grande rispetto”. Schillaci si è anche soffermato sull’utilizzo delle ricorse irrigue per passare al contesto delle produzioni nelle varie province del distretto orticolo. Su questo si è poi incentrato il monitoraggio effettuato su un campione di 10 aziende agricole, circa 3000 ettari coltivati a carote e patate “Abbiamo voluto effettuare una analisi sulle modalità di utilizzo delle macchine dal magazzino, alla qualità stessa, alla manutenzione non dimenticando i costi”. Non sempre ha detto Schillaci, le macchine sono scelte con il giusto criterio, utilizzate al meglio, rinnovate o manutenute a dovere e non sempre rispecchiano gli standard di sicurezza necessari.

 

Guglielmo Carlini, vicepresidente Enama e presidente Unacma, Unione nazionale dei commercianti di macchine agricole. “Importante il contesto e la collaborazione – ha detto Carlini tra tutti gli enti della meccanizzazione agricola. Caldeggiamo una spinta istituzionale e risposte politiche verso al produzione di nuove tecnologie in agricoltura. Abbiamo un parco macchine obsoleto che ha bisogno di essere rinnovato. Il decreto legge sulla rottamazione? Non ci sono già più fondi. Penalizzato il mercato delle macchine toccando il 30 per cento in meno rispetto allo scorso anno. Non c’è volontà di investimento da parte degli utilizzatori nelle macchine: mancanza di reddito, crisi diffusa e timore appunto ad investire. Brusco rallentamento anche per i finanziamenti importanti per l’utilizzatore delle macchina ma anche per i dealer per i quali il finanziamento in sé è uno strumento da proporre”.

 

Aproniano Tassinari, presidente Unima ha sottolineato l’importanza del ruolo del contoterzista. “Mi spiace che in questa occasione ci siano poche presenze di autorità regionali e provinciali perché la strategia è importante. L’agricoltura ha bisogno di nuovi processi. L’Italia ha più di 13 milioni di ettari di superficie agricola utilizzabile, che è l’unica realtà che diminuisce costantemente nel mondo. Cina ed India hanno acquistato in Africa per loro esigenze, 14 milioni di ettari. I nuovi processi sono determinanti”.

 

Salvatore Bracco, associato di Economia Agraria all’Università di Catania ha rappresentato le opportunità del “sostegno pubblico a favore della meccanizzazione delle imprese agricole”. A conclusione della disamina che ha riguardato le dinamiche aziendali nel determinare gli obiettivi principali dell’impresa agricola che possono ricondursi alla massimizzazione del profitto – crescita del valore della produzione (in qualità e quantità) con riduzione dei costi, Bracco ha sostenuto che l’introduzione di mezzi tecnologicamente superiori può essere una soluzione.
“Ma il rinnovo del parco macchine comporta una spesa talvolta insostenibile per l’imprenditore e quindi, finanziamenti e agevolazioni diventano indispensabili”. Gli strumenti a disposizione dell’impresa, per quanto riguarda l’abbattimento dei costi fissi, provengono da fondi della Comunità europea. Gli strumenti della finanza agevolata a cui è possibile attingere sono la Legge 1329/65 (cosiddetta Legge Sabatini), la Misura 1.2.1 del Psr Sicilia 2007-2013, e la cosiddetta rottamazione dei mezzi prevista dal decreto ministeriale 26 marzo 2010.

 

L’intervento di Francesco Alongi, dell’ispettorato provinciale dell’Agricoltura in rappresentanza del Dipartimento interventi strutturali della Regione, ha voluto approfondire l’argomento riguardante gli strumenti a sostegno degli investimenti, previsti nella misura 1.2.1 del Psr.

 

Francesco Torrisi, responsabile tecnico di Unima ha incentrato il suo intervento sui parametri di scelta del ricorso del contoterzismo agro-meccanico. Fare ricorso al contoterzismo significa che un’azienda delega o cede alcune operazioni del processo produttivo ad altre imprese specializzate. Sono 8.000 le imprese professionali, 10 milioni di ettari lavorati, 3.700.000 giornate di lavoro e 40.000 addetti. I motivi principali del ricorso alle imprese di contoterzismo risiedono nella professionalità degli addetti, nel fatto che le imprese agricole, non acquistando direttamente macchinari possono “svincolare” risorse utili all’impresa stessa per altri investimenti, e nella tracciabilità dei processi di coltivazione. Di qui l’impegno costante di Unima per arrivare anche in Italia alla certificazione della professionalità del contoterzista.

 

Paolo Comune, coordinatore dei servizi tecnici Unacma, ha poi delineato le difficoltà anche del settore commerciale. Imprese, commercio e contoterzisti devono fare squadra; ognuna delle componenti ha necessità dell’altra.

 

“Dobbiamo dialogare per il cambiamento non dimenticando la conoscenza di fitofarmaci ed agro farmaci. Il tassello che è mancato? La formazione. Stiamo continuando a lavorare per il decreto per la certificazione del contoterzista – ha ricordato ancora Aproniano Tassinari - che possa poi a sua volta certificare il lavoro svolto per conto dell’agricoltore. E’ indispensabile per la qualificazione dell’intera filiera”.

 

Giada Drocker
Ufficio Stampa Fiera Emaia
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